Visita Ostetrica e Ginecologica

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Anamnesi, esame del sangue e delle urine, pap test, visita ed ecografia. Tutti gli esami della prima visita dal ginecologo in gravidanza.
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L’anamnesi

Lo scopo principale della prima visita, “è quello di raccogliere tutte le informazioni possibili sulla
storia della futura mamma e della famiglia che possano indicare degli elementi di rischio specifico per
 la gravidanza in sé e per il nascituro”. Gli elementi sono di due tipi:

1) Patologie materne, legate cioè alla salute della mamma, che possono in qualche modo essere di pregiudizio
 per il fisiologico andamento della gravidanza. Qualche esempio: l’ipertensione, il diabete, pregressi
 eventi embolici o trombofilici. Rientrano in questa categoria anche le (meno frequenti) patologie
autoimmuni e molte altre patologie che possono influenzare il buon esito della gravidanza;

2) Patologie di ordine genetico-familiare, ossia presenti nell’albero familiare, che possono trasmettersi
 al nascituro anche se i genitori sono sani. Queste patologie sono migliaia e migliaia, alcune molto rare.
 Due esempi, relativamente comuni in Italia: l’anemia mediterranea e la fibrosi cistica. Le patologie genetiche
 sono identificabili nel nascituro attraverso un esame invasivo (villocentesi o amniocentesi).

Gli esami del sangue

Durante la prima visita, il ginecologo deve raccogliere informazioni su alcune patologie infettive trasmissibili,
 di ordine virale che possono essere facilmente accertate con gli esami del sangue. Si tratta di: rosolia,
citomegalovirus, toxoplasma, hiv, sifilide. Tutte queste patologie, se presenti sotto forma di infezione,
possono gravi patologie fetali. Sono necessari anche altri esami del sangue per avere un’idea delle funzioni
principali della futura mamma. In particolare, si tratta di: emocromo per verificare l’assenza di anemia;
glicemia per stabilire l’assenza di patologie diabetiche; transaminasi per escludere patologie epatiche;
- creatinemia per le patologie renali.

L’esame delle urine

Il ginecologo durante la prima visita dispone anche un esame delle urine, che deve essere ripetuto mensilmente.
“La proteinuria – spiega Bianchi - è l’indice più facile per rilevare la gestosi (o preeclampsia).
L’esame delle urine è dunque fondamentale nel terzo trimestre di gravidanza, quando appunto aumenta
 il rischio di gestosi o ipertensione sovrapposta alla gravidanza. E’ un esame di base, quindi si fa nel
primo trimestre e poi si ripete”.

L’altro problema frequente in gravidanza è la batteirinuria asintomatica, ovvero la presenza di batteri
 nelle urine, che “potrebbero non dare alcun disturbo ma che possono costituire un elemento di rischio,
 seppur modesto, per un parto pretermine”.

Il Pap test

Il ginecologo deve anche verificare quando la paziente ha fatto il Pap test perché “è importante sapere
 che la donna gravida non abbia, ad esempio una patologia nel collo dell’utero”. Se la paziente non ha un
Pap test recente “è opportuno farlo in gravidanza. Non è dannoso ed è utile averlo”.

La visita ginecologica

La visita ginecologica è importante perché potrebbe mettere in luce patologie genitali con conseguenze sulla
 gravidanza. Un esempio: la presenza di fibromi nell’utero; se fossero di dimensioni importanti o con
 localizzazione specifica, come molto bassa o sottomucosa, potrebbero pregiudicare la gravidanza stessa o
comunque dare una serie di complicanze.

La visita ginecologica è fondamentale per le donne che hanno già avuto gravidanze (soprattutto aborti) anche
 per la valutazione del collo dell’utero, nel senso di una eventuale incontinenza cervico istmica.

L’incontinenza cervico istmica consiste nell’incapacità della cervice a contenere una gravidanza, a causa in
genere di raschiamenti o di lesioni chirurgiche. “Tipicamente le donne che hanno un collo dell’utero incontinente
 – spiega Bianchi - tendono ad avere ripetuti episodi abortivi nel secondo trimestre di gravidanza”.
Come si capisce se una donna ha un utero incontinente? Semplice, il collo dell’utero è percorribile dal dito.

Attenzione: la terapia c’è e si chiama cerchiaggio cervicale. “E’ possibile – spiega il ginecologo milanese
 - inserire chirurgicamente una benderella intorno alla circonferenza del collo dell’utero, stringerla e
 quindi chiudere in maniera chirurgica il canale cervicale. Questa chiusura viene rilasciata attraverso
il taglio della benderella, normalmente presso il termine della gravidanza”.

L’ecografia

Durante la prima visita, il ginecologo fa l’ecografia per essere sicuro della presenza di una gravidanza in utero
e del battito cardiaco fetale. Per questo, la prima ecografia deve essere fatta dopo la sesta settimana di gravidanza.
 Le ecografie di routine successive alla prima visita sono l'ecografia morfologica alla ventesima settimana e
 la biometrica alla trentaduesima settimana.